Mondiali di nuoto, Corbucci (Pd): “insieme ai cittadini faremo ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

“Insieme con molti cittadini abbiamo preso la decisione di fare ricorso alla corte di giustizia dell’unione europea per chiedere l’annullamento delle ordinanze della presidenza del consiglio dei ministri, con le quali sono stati nominati commissari straordinari che invece di gestire le emergenze, si sono occupati dei grandi eventi, consentendo fra le altre cose, l’edificazione di 161 mila metri cubi di cemento su terreno vincolato ad agro romano e in zona di esondazione del Tevere” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio. “La recente sentenza del consiglio di Stato grazie alla quale il tribunale del riesame ha concesso il dissequestro del Salaria Sport Village, non entra, per sua stessa ammissione, nel merito della validità delle ordinanze che hanno consentito la costruzione di migliaia di metri cubi di cemento, in una zona vincolatissima dal piano regolatore di Roma” spiega Corbucci.

“D’altro canto, come ormai consuetudine, il ricorso di merito dell’associazione ambientalista Italia Nostra, pendente da ormai tre anni davanti al Tar del Lazio e che chiedeva proprio l’annullamento di quelle ordinanze, sembra andare a rilento”. “A destare ulteriore preoccupazione anche la lentezza del procedimento penale in corso a Roma sugli abusi edilizi per i mondiali di nuoto 2009, peraltro forse motivata anche dalla sostituzione del pubblico ministero che aveva avviato il procedimento. L’eventuale prescrizione sempre più vicina, causerebbe l’ennesimo colpo di spugna a vantaggio dei più furbi, in un momento storico nel quale ai cittadini onesti vengono invece chiesti continui sacrifici per risanare il bilancio dello Stato” continua Corbucci “per questa ragione e con sofferenza, abbiamo deciso di rivolgerci alla giustizia europea, poichè anche in questo caso che a noi appare lampante, quella italiana sembra incapace di arrivare ad una sentenza certa e definitiva, che riconosca le responsabilità, facendo conoscere, quale che sia, la verità”.

Altri articoli