Valli, Foresti: “combattiamo la svastica”. Corbucci: “luogo aperto a tutti”

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mercatino 2da www.romatoday.it
In seguito alla notizia di una bandiera con una svastica esposta al Mercatino di Conca d’oro, l’ideatore del mercato spiega: Il sottoscritto Alberto Foresti e tutta la Sua Famiglia impegnati fin dalla nascita del Mercatino di Conca d’Oro nella sua gestione hanno sempre voluto garantire non solo la massima libertà commerciale dei protagonisti , venditori e compratori, ma soprattutto offrire il Mercatino come spazio democratico fruibile da tutti coloro che rispettano la libertà di espressione e la democrazia. E’ ovvio, per essere chiari, che libertà di espressione non vuol dire commerciare, esporre e promuovere idee e immagini, come la svastica che è stata per milioni di cittadini, ebrei, nomadi, oppositori, democratici, non normo dotati causa di morte e di dolore.

La nostra Casa del Mercatino è aperta a tutti ma non a idee ed espressioni di queste che sono contro la democrazia e la libertà. Se l’episodio che è accaduto è vero , non ci riguarda assolutamente e non ha avuto il nostro consenso ne’ la nostra disattenzione: chi ha rilevato la cosa avrebbe dovuto rivolgersi alla Direzione e saremmo immediatamente intervenuti.

Al Mercatino di Coca d’oro offriamo l’opportunità a tutti i cittadini che lo richiedano e alle forze politiche democratiche , tutte , di utilizzare i nostri spazi per fare riunioni , eventi e promuovere le loro idee. In queste due ultime domeniche abbiamo ospitato i seggi delle primarie del Centro Sinistra e se ce lo chiederanno ospiteremo le primarie del Centro destra.Tutto gratuitamente. Io e la mia famiglia apparteniamo alla cultura delle genti circensi, abituate da sempre a vivere nella multiculturalità e nel rispetto della convivenza. La svastica non ci appartiene ma anzi la combattiamo.

Il mio commento alla vicenda:
Esprimo piena solidarietà alla famiglia Foresti, che al mercatino delle Valli ha costruito in questi anni un luogo multi culturale aperto a tutte le componenti democratiche della nostra società. Soltanto chi non conosce Alberto Foresti e la sua famiglia può pensare che in uno dei luoghi sociali e commerciali più frequentati del quartiere Valli, possano trovare spazio persone che inneggiano al nazi-fascismo. Trovo invece molto singolare che una forza politica di questa città si interessi così tanto alle bandiere esposte in un mercatino e non dell’assegnazioni di casali e spazi ai fascisti del terzo millennio.

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