Trasporto pubblico, come cambiano le linee autobus con la metro B1

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da www.fuorilemura.com di Michele Lupo
Con l’apertura della Metro B1, inizierà nel IV Municipio un riassetto della rete del trasporto pubblico. Tale riorganizzazione sarà profonda e interesserà quasi tutte le linee degli autobus. Sono solo sette infatti le linee per cui non è prevista alcuna modifica. Il progetto di rinnovamento prevede l’istituzione di 7 nuovi capolinea in prossimità di zone strategiche, rafforzando sia le stazioni di scambio già esistenti (Conca d’Oro sarà capolinea delle linee 86, 93, 336, 343; Alla Stazione Nomentana terminerà la corsa l’82; ad Annibaliano l’84, 89,233) e sia valorizzando le nuove aree urbanizzate che si sono sviluppate negli ultimi anni (Fidene ospiterà la linea 341; Quarrata il 336; Bernari il 350; a Porta di Roma faranno capolinea il 38, l’80 e il 435). Sono inoltre previste 6 nuove linee di autobus (351 Antamoro-Conca d’Oro; 336 Quarrata-Valsabbia; 435 Largo Pugliese-Porta di Roma; 82 Staz. Nomentana-Termini; 83 Valsabbia-P.zza Venezia; 89 Annibaliano-Clodio). Clicca qui per scaricare la piantina con i nuovi percorsi dei mezzi pubblici del IV Municipio.

L’Agenzia della Mobilità presenta questo riordino della rete come un unico insieme di benefici, sia sul piano della mobilità che su quello ambientale. In realtà però questi entusiasmi si basano su una interpretazione parziale dei dati. Uno dei punti che viene salutato con clamore da Roma Capitale ed esibito come segno di avanguardia del progetto della nuova viabilità urbana è quello del miglioramento delle condizioni dell’aria. Secondo una previsione dell’Agenzia della mobilità, con l’entrata in funzione della nuova metropolitana si assisterà ad una diminuzione dell’ 1,5% delle polveri sottili e di 4500 tonnellate all’anno di anidride carbonica. Vanto delle istituzioni è che questi dati non considerano il decongestionamento del traffico stradale che si avrebbe con il nuovo mezzo di trasporto pubblico, che porterebbe ulteriori benefici ambientali. Quello che però non è stato annunciato nei prospetti informativi circolati questo periodo nel IV municipio è che ciò è dovuto al taglio di 2 milioni di chilometri di tracciato delle linee dell’autobus, non pienamente supportate dal servizio della Metro. Anche il numero delle vetture che presteranno servizio in questo settore della Città diminuirà notevolmente. Per quanto riguarda la nuova metro, la frequenza di passaggio dei treni sarà, almeno inizialmente, molto inferiore a quanto richiesto da una zona popolosa come il IV municipio. In una intervista rilasciata a fine febbraio, l’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Aurigemma, aveva lasciato intendere che la metropolitana sarebbe partita a mezzo servizio e che inizialmente non avrebbe potuto soddisfare le esigenze della popolazione: “In attesa dei nuovi treni la frequenza sarà questa: nella tratta comune a linea B e linea B1, ovvero la Laurentina-Bologna passerà un convoglio ogni due minuti e mezzo circa, nella tratta della linea B da Bologna a Rebibbia uno ogni 4 e in quella della B1 da Bologna a Conca d’Oro uno ogni 8″. Oltretutto il nostro Assessore ha anche annunciato che non sono ancora disponibili tutti i treni previsti per la nuova linea. Quello che non ha detto è che quindi anche i tempi di percorrenza sono destinati ad essere molto più lunghi. Infatti il calcolo di 8 minuti è stato compiuto dai tecnici di Roma Servizi per la Mobilità basandosi sui 30 treni previsti per il servizio e non “in attesa dei nuovi treni”, senza contare quindi che i nuovi treni a disposizione per la linea B1 saranno inizialmente solo 21, guasti permettendo. Quello che lascia più di tutti inquieti i cittadini è che lo stesso Aurigemma ha già fatto sapere in un’intervista che il servizio non raggiungerà il suo regime ottimale in un periodo breve ma che anzi i nuovi treni “saranno consegnati dal 12esimo al 24esimo mese dalla stipula del contratto”.

In questa condizione appare davvero fuorviante intraprendere campagne sui benefici ambientali e di mobilità del nuovo servizio. Non si fa altro che parlare dell’incremento del 20% dei posti offerti, del presunto afflusso di gente che usufruirà del trasporto pubblico lasciando i mezzi privati, dei succitati vantaggi ambientali, ma non si parla della totale inadeguatezza del servizio così come sarà consegnato alla popolazione. Se una situazione del genere non verrà al più presto risanata si rischia seriamente il collasso di tutta la viabilità del IV municipio.

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