Piani di zona, Corbucci-Melito (PD): “Lavoro importante per rendere più equi i costi delle trasformazioni”
“Oggi in Aula abbiamo approvato la delibera che definisce i criteri e le metodologie per il calcolo necessari alla definizione del valore venale delle aree ricadenti nei piani di zona. Una delibera molto complessa e che impatta economicamente su migliaia di persone, che insieme a quella che autorizza la trasformazione del diritto di superficie in diritto di piena proprietà di 17 piani di zona approvata martedì scorso, fornisce delle risposte concrete che i cittadini attendevano da anni e certezze sul costo da pagare all’Amministrazione restituendo a migliaia di famiglie romane la libertà di fare le proprie scelte per il futuro” così in un comunicato Riccardo Corbucci e Antonella Melito, presidente della commissione Roma Capitale e vice presidente della commissione Urbanistica. “La delibera arriva al termine di un lungo e articolato percorso iniziato all’interno del gruppo di lavoro del dipartimento Urbanistica e proseguito nelle commissioni Urbanistica e Bilancio. Al gruppo di lavoro, che ha avuto il compito di individuare i criteri e le metodologie di calcolo, abbiamo richiesto il massimo rigore nel rispetto dei criteri di legge vigenti, ma al tempo stesso la massima attenzione alle singole variabili utilizzate per ridurre al minimo i rischi di aleatorietà e discrezionalità. Anche per questa ragione abbiamo presentato un emendamento approvato che prevede l’aggiornamento annuale, al 31 dicembre di ogni anno, dei valori venali, che sono variati a vantaggio dei cittadini anche dalla prima alla seconda delibera presentata dalla giunta comunale. Nelle commissioni Urbanistica e Bilancio abbiamo lavorato per mesi con i comitati dei cittadini per analizzare variabile per variabile, affinchè si bilanciassero sempre di più le criticità di alcuni piani di zona più penalizzati. È stato dunque un lavoro molto lungo e complesso, perché un minimo scostamento di una singola variabile produceva una spesa in più o in meno per i cittadini. Ci auguriamo di essere riusciti a rendere il più equo possibile questo costo. Resta un giudizio negativo sull’attuale normativa nazionale modificata dal precedente governo e che è molto penalizzante per i cittadini. Per questo continueremo ad incalzare il Governo affinché possa essere di nuovo modificata” concludono i consiglieri capitolini.
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Oggi in Aula abbiamo approvato la delibera che definisce i criteri e le metodologie per il calcolo necessari alla definizione del valore venale delle aree ricadenti nei piani di zona.
‼️Una delibera molto complessa e che impatta economicamente su migliaia di persone, che insieme a quella che autorizza la trasformazione del diritto di superficie in diritto di piena proprietà di 17 piani di zona approvata martedì scorso, fornisce delle risposte concrete che i cittadini attendevano da anni e certezze sul costo da pagare all’Amministrazione restituendo a migliaia di famiglie romane la libertà di fare le proprie scelte per il futuro.
La delibera arriva al termine di un lungo e articolato percorso iniziato all’interno del gruppo di lavoro del dipartimento Urbanistica e proseguito nelle commissioni Urbanistica e Bilancio.
Al gruppo di lavoro, che ha avuto il compito di individuare i criteri e le metodologie di calcolo, abbiamo richiesto il massimo rigore nel rispetto dei criteri di legge vigenti, ma al tempo stesso la massima attenzione alle singole variabili utilizzate per ridurre al minimo i rischi di aleatorietà e discrezionalità. Anche per questa ragione abbiamo presentato un emendamento approvato che prevede l’aggiornamento annuale, al 31 dicembre di ogni anno, dei valori venali, che sono variati a vantaggio dei cittadini anche dalla prima alla seconda delibera presentata dalla giunta comunale. Nelle commissioni Urbanistica e Bilancio abbiamo lavorato per mesi con i comitati dei cittadini per analizzare variabile per variabile, affinché si bilanciassero sempre di più le criticità di alcuni piani di zona più penalizzati. È stato dunque un lavoro molto lungo e complesso, perché un minimo scostamento di una singola variabile produceva una spesa in più o in meno per i cittadini.
Ci auguriamo di essere riusciti a rendere il più equo possibile questo costo. Resta un giudizio negativo sull’attuale normativa nazionale modificata dal precedente governo e che è molto penalizzante per i cittadini. Per questo continueremo ad incalzare il Governo affinché possa essere di nuovo modificata.
