Oddio è lunedì #209 – la volontà di dominio è il male del mondo

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In queste ore non faccio che ripensare alle parole pronunciate da Papa Francesco ieri sera a Che tempo che fa su Rai 3. Parto dalla risposta che più mi ha colpito. “A me piace stare con gli amici, ne ho bisogno. Di amici ne ho pochi ma veri”. Una riposta che può sembrare banale, ma che di banale non ha nulla se viene dal Pontefice, ovvero dal vicario di Cristo in terra. Papa Francesco si presenta a noi e al mondo con il piglio del saggio e non del Santo, ovvero di colui che vive sulla terra i travagli di ciascuno di noi, come quando si interroga senza darsi risposta sul perché delle sofferenze dei bambini o come quando descrive come “lager” i centri di detenzione libici e definisce “criminale” il trattamento ricevuto dai migranti. Nel mondo prevale la cultura dell’indifferenza e la volontà di dominio. Anche qui la soluzione potrebbe essere semplice. Con un anno senza fare armi, si potrebbe dare da mangiare ed educazione a tutto il mondo. Ma la priorità è un’altra, perché spetta sempre all’umanità il potere di scegliere se fare il bene o il male. Nel nostro libero arbitrio si cela la responsabilità più grande per ognuno di noi, voltarsi dall’altra parte o lottare per portare un po’ di bene nel mondo. Guardare gli altri dall’alto verso il basso, oppure farlo soltanto per aiutare qualcuno a rialzarsi. Nella filosofia di Papa Francesco la volontà di dominio è il male del mondo, sia quando si parla delle guerre che dei quotidiani abusi di potere nel mondo del lavoro. E poi, almeno per me, una rivelazione. Il male comincia dalle parole. Il “chiacchiericcio” da cui iniziano “aggressività, guerre e divisioni”. E’ una grande verità. Da quanto chiacchiericcio siamo costretti a difenderci nelle nostre vite. Il chiacchiericcio distrugge i rapporti, le famiglie, intere comunità. Il chiacchiericcio è l’antitesi del coraggio, perchè viene usato come arma da chi non è capace di confrontarsi a viso aperto con la forza dei propri argomenti. Meglio una discussione vera con un avversario leale, che uno stillicidio di parole sussurrate all’orecchio del prossimo per denigrare gli altri. L’intervista televisiva di Papa Francesco è e sarà un documento storico, ma vi consiglio di vederla perché apre a riflessioni alle quali non siamo più abituati. A temi profondi che quasi mai trovano il giusto spazio in televisione.

La scorsa settimana c’è stato il giuramento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Subito dopo il discorso in Parlamento, c’è stato il momento emozionante dell’omaggio all’Altare della Patria insieme con il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il passaggio delle frecce tricolore. Un momento di grande unità nazionale che mi ha davvero messo i brividi. A Roma l’amministrazione Gualtieri ha tagliato il traguardo dei primi cento giorni e infatti domani il Sindaco terrà una conferenza stampa. Soltanto in questa ultima settimana il consiglio comunale ha approvato due atti particolarmente importanti, sui quali ho lavorato e sono intervenuto in aula Giulio Cesare. Il primo è la delibera sulla questione delle affrancazioni (clicca qui), che riguardano oltre 250 mila famiglie proprietarie di appartamenti in edilizia convenzionata. Un primo passo che risolve il problema di tante famiglie e che avvia un percorso finalmente certo. A Roma abbiamo 282 piano di Zona. Problemi che si sono trascinati negli anni e particolarità che impediscono di trattare questo tema con un unico atto deliberativo complessivo, ma che impongono un percorso virtuoso che, passo dopo passo, offra soluzioni e certezze ai cittadini romani. La seconda delibera approvata è stata quella sulla consulta cittadina permanente per le persone con disabilità e le loro famiglie e le linee guida per le consulte municipali (clicca qui). Il regolamento è stato approvato trasversalmente dai consiglieri di diverse forze politiche, che nelle scorse settimane hanno contribuito ad arricchire il dibattito e a presentare proposte e suggerimenti nelle commissioni politiche sociali e Roma Capitale. È un primo passo importante a cui tenevamo particolarmente ed abbiamo rispedito al mittente le polemiche del M5S che avrebbe voluto scegliere i partecipanti della consulta con il sistema del sorteggio, senza tenere in conto il principio costituzionale della rappresentanza. Le battaglie, le idee e la stessa politica non si può proprio fare per sorteggio. Non si affida al caso il futuro di persone e famiglie che hanno bisogno del sostegno delle Istituzioni.

Infine due altre buone notizie. Dal 1 marzo Roma diventa più Smart e sarà possibile presentare direttamente online le domande per il cambio di residenza. Si potrà accedere al servizio direttamente dal portale del Comune di Roma, previa autenticazione tramite Spid, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi e si dovranno compilare delle maschere informatiche fornendo alcune informazioni obbligatorie. Sarà tuttavia possibile continuare a presentare le istanze in presenza presso gli sportelli anagrafici, mentre sarà inibita la possibilità di farlo a mezzo di posta elettronica. Sarà tutto più veloce e più semplice finalmente. Un’altra buona notizia l’abbiamo potuta dare oggi in commissione Roma Capitale. Tutti i vincitori delle procedure di concorso indette nel 2021 saranno assunti entro la fine di febbraio e le relative graduatorie rimarranno aperte secondo i tempi previsti dalla norma. L’attenzione che questa Amministrazione ha nei confronti del piano assunzionale dell’Ente è molto alta, come dimostrato dall’aumento delle risorse inserite nel bilancio per la valorizzazione del personale capitolino e l’efficientamento dei servizi al cittadino. Le nuove assunzioni sono, dunque, una priorità nella nostra agenda politica, non solo in un’ottica di ricambio generazionale imposto dal turn over, ma anche di miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini e di potenziamento di tutti gli uffici, sia dipartimentali che territoriali, alla luce delle grandi sfide che la Capitale dovrà affrontare nei prossimi anni.

I primi 100 giorni sono passati, ci aspettano cinque anni di duro lavoro per far tornare Roma la locomotiva del nostro Paese.

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