Mondiali di Nuoto, la mia intervista sulla “Voce del Municipio” che commenta la vittoria del ricorso al Tar del Lazio

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Questa sentenza del Tar dà una risposta netta: non si poteva costruire». Commenta così l’operato dei giudici, Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio municipale del IV Municipio che ha fatto della guerra alle irregolarità dei mondiali di nuoto del 2009 uno dei suoi punti saldi. «Ritengo ormai che l’unica difesa possibile per l’abuso commesso a Settebagni sia per il Salaria Sport Village risultare parte danneggiata rispetto al Comune di Roma e rispetto al governo. Anche ammettendo che ci sia la buona fede, pensare che possano vincere una causa per danni, facendoci spendere altri soldi pubblici, fa un pò gelare il sangue. Non vorrei che questa strategia serva a far rientrare gli imprenditori dei soldi spesi. Io sono convinto che in riva al fiume non si potesse costruire e che questo abbia cambiato morfologicamente e idrologicamente il territorio di Settebagni. Qualora non venisse abbattuta, ma acquisita al patrimonio pubblico, è comunque una struttura che va messa in sicurezza, costruendo argini e rivedendo l’assetto idrogeologico del luogo.

Gli oneri concessori dovuti, il privato non sarebbe più in grado di pagarli, se dovesse essere provato quanto sostenuto dal quotidiano La Repubblica, cioè i 52 milioni di euro di evasione fiscale. Bisogna capire chi ha sbagliato e far comprendere a chi ha sbagliato, facendo forzature di legge gravissime, che non è sufficiente difendersi dietro alla funzione di presidente del consiglio dei ministri e di Sindaco. O il Salaria si abbatte e quindi si restituisce dignità e sicurezza all’area o se si decide di mantenere l’opera, scelta possibile, a pagare le opere di messa in sicurezza dovranno essere senz’altro i privati, ma anche i singoli che hanno sbagliato nel pubblico, poichè non sarebbe tollerabile che i loro errori ricadano sulla collettività».

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