Ama Salaria, il video di roma2013 sulla produzione di ecoballe. Alemanno sapeva dal 2010 dei problemi all’impianto di via Salaria.

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Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno era al corrente di tutto. Almeno dal 22 giugno 2010, data in cui il Sindaco e l’ex amministratore delegato dell’AMA Franco Panzironi furono chiamati in audizione dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti presieduta dal parlamentare Pdl Gaetano Pecorella. In quella sede Alemanno dichiarava di essere a conoscenza delle “contestazioni dell’autorità giudiziaria che riguardano un tecnicismo collegabile alle norme tecniche UNI, che definiscono le specifiche tecniche del Cdr (combustibili derivati dai rifiuti urbani) nonché campionamenti e analisi effettuate dall’ARPA Lazio, sezioni Frosinone, in data 5 maggio 2008 su due carichi, uno dell’impianto di Rocca Cencia e l’altro dell’impianto di via Salaria. Solo uno dei due carichi, quello di via Salaria, è risultato non conforme per il superamento di un parametro”. A questo rilievo lo stesso Alemanno difendeva l’operato dell’azienda di Panzironi, nel mezzo delle polemiche sulle assunzioni, affermando: “tale contestazione, peraltro, non corrisponde alle informazioni in possesso di AMA, avendo un’analisi effettuata sul controcampione consegnato ad ARPA da Mobil service di Colleferro evidenziato parametri tutti rientranti nei limiti di legge”.

Da questo documento pubblico (clicca qui) si evince chiaramente come il Sindaco Alemanno fosse a conoscenza del fatto che c’è un’indagine in corso della magistratura, in seguito ai rilievi dell’Arpa che ha rilevato un parametro non conforme circa la produzione di ecoballe, finalizate alla produzione del Cdr. Sembra, quindi, svelato il mistero dei forti miasmi a Villa Spada e Fidene. Proverrebbero quindi dal centro AMA sulla Salaria. In questi giorni si è fatto un gran parlare sugli orari in cui i forti odori si presentano quotidianamente. Con il Presidente del IV Municipio impegnato in ben tre sopralluoghi per capirci qualcosa. Il presidente del IV municipio Cristiano Bonelli, infatti, evidentemente all’oscuro di queste importanti premesse, si è reso protagonista, a fronte delle innumerevoli proteste dei cittadini, di ben tre sopralluoghi presso il centro AMA (31 agosto da solo, 1 settembre con il neo-amministratore delegato dell”AMA Benvenuti e l’assessore ai sefvizi sociali del IV Francesco Filini e il 2 con al seguito di un giornalista di una testata romana online). La conclusione non molto scientifica è stata: “la puzza non viene dal centro Ama”, invitando al contempo i cittadini ad essere più precisi nel fare le loro segnalazioni. A fronte delle rivelazioni odierne di roma2013 riprese dal consigliere comunale Pd Dario Nanni e dal vicepresidente del consiglio del IV Municipio Riccardo Corbucci “ci aspettiamo che il Sindaco Alemanno venga immediatamente presso l’impianto di via Salaria e fornisca spiegazioni sull’accaduto. Questa è un’emergenza di salute pubblica che deve avere la priorità e non merita di essere trattata come una barzelletta come ha fatto Bonelli in questi giorni”.

Ci si chiede, infatti, come poteva Bonelli non essere a conoscenza dei rilievi della magistratura in seguito ai sopralluoghi dell’Arpa, come non avesse letto il verbale della commissione parlamentare del 22 giugno 2010, come non abbia pensato di contattare il proprio Sindaco per chiedere spiegazioni. Delle due l’una: o è un cattivo amministratore poiché non è stato capace di informarsi su quello che sta accadendo da quasi un anno in via Salaria, oppure, è parimenti un cattivo amministratore che ben sapendo dell’indagine della magistratura e della commissione parlamentare, minimizza il tutto, negando addirittura che i miasmi provengano dal centro Ama e chiedendo ai cittadini di essere più precisi nelle loro segnalazioni.

Rimane da chiarire per quale ragione gli odori si sentano maggiormente alla fine della giornata. Presto detto: da un sopralluogo effettuato oggi da roma2013, di cui vi proponiamo qui il video, il ciclo di stoccaggio ha delle fasi ben precise: i mezzi dell’AMA raccolgono i riufiuti solidi urbani la notte e nella prima mattinata, trasportandoli al centro AMA di via Salaria 981. Questo spiegherebbe perché durante tutta la mattinata, sino alle prime ore del pomeriggio, i miasmi siano molto sopportabili. Poi, intorno alle 14,00, orario del nostro sopralluogo odierno, inziano le varie fasi di lavorazione per la produzione di ecoballe che vengono stoccate in un capannone dove l’odore è davvero insopportabile. Anche e soprattutto per quei poveri operatori dell’Ama che sono costretti a lavoravi all’interno senza grandi protezioni. Alle prime ore del pomeriggio la puzza inizia a sprigionarsi per tutto il quartiere e complici i venti si propaga oltre Villa Spada e Fidene, sino alla tarda serata. così come peraltro sempre sostenuto dalle decine di cittadini della zona.

Tutto, quindi, deriva dallo stoccaggio dei rifiuti solidi urbani, che in seguito alle varie fasi di lavorazione, porta alla produzione di ecoballe che vengono stipate nei magazzini in attesa di essere trasportate verso gli inceneritori. Ecoballe per farne cosa? Per farne CDR (Combustibile derivato dai rifiuti). Che cos’è il CDR? E’ un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe, come si può leggere da wikipedia (clicca qui). Cosa c’entri il Cdr con l’impianto di via Salaria l’abbiamo già spiegato all’inizio.

In ultimo, ci si chiede: perché il centro AMA sulla Salaria continua a “confezionare ecoballe, con tanto di trattamento chimico e con tanto di insopportabili miasmi nonostante l’Arpa abbia provato che c’è un parametro fuori norma? Basti pensare che è un fatto, come si legge da un articolo pubblicato sulla testata “L’eco della città” a firma di Veronica Ulivieri, che “il centro Ama gemello di Rocca Cencia (le cui analisi nel 2008 erano state positive), sia stato invece sospeso urgentemente nel mese di maggio 2011, dopo i rilievi effettuati dal Noe dei Carabinieri che in un sopralluogo hanno riscontrato alcune inadeguatezze del’impianto. Il centro è gestito dal Colari, la società di Manlio Cerroni proprietaria anche della discarica di Malagrotta”.

Il dubbio è che anche l’impianto gemello di via Salaria, peraltro già sotto inchiesta e a detta del Sindaco Alemanno con un parametro fuori regola, avrebbe dovuto subire la stessa sorte.

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