Via Ventotene, non passa il vuoto provato quella mattina del 2001

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Del 27 novembre del 2001 ricordo tre particolari con nitidezza assoluta. Il vuoto d’aria e il boato, che fecero tremare il volante della mia peugeot 206, con la quale avevo da pochi secondi attraversato via di Val Melaina. La corsa verso una stradina laterale dell’ex mercato, dalla quale provenivano fumo ed urla. Le prime persone che accorrevano per soccorrere i feriti. Delle ore seguenti passate in via Ventotene, con volontari, cittadini, forze dell’ordine, vigili urbani, vigili del fuoco, dipendenti comunali, amministratori e semplici cittadini ho ricordi meno lucidi. Il dolore sul volto dei familiari delle vittime, la disperazione dei colleghi dei vigili del fuoco rimasti sotto le macerie, i visi pallidi e stravolti del presidente del IV municipio Benvenuto Salducco e del suo vice Francesco Pieroni, sempre presenti sul luogo dell’incidente. Le parole commosse del Sindaco Walter Veltroni. Il pensiero fugace alle immagini dell’11 settembre di New York. Una ferita profonda per il nostro territorio, che non si è mai rimarginata completamente.

Di quei giorni ricordo l’impegno per la raccolta fondi per le famiglie delle vittime e per aiutare i sopravvissuti, sistemati per settimane negli alberghi del municipio. Uno straordinario impegno di solidarietà, guidato dall’amministrazione comunale e dalla Parrocchia di Don Gaetano. Ricordi indelebili che fanno parte di ognuno di noi e che riemergono forti ogni 27 novembre, quando si commemorano le vittime della tragedia. Da un paio d’anni assisto alla cerimonia, diversa soltanto per i protagonisti che depositano le corone di fiori, dalla collina che sovrasta la piazza. Quella collina che ospiterà la prossima fermata della Metro B1, che proprio qui a Val melaina aprirà i battenti fra qualche mese. Guardo verso il basso ed ogni tanto immagino che la piazza potrebbe essere diversa da come è ora. Riconsegnata al quartiere e ai volontari del comitato Valmelaina, che potrebbero renderla un luogo aperto e vitale. Trasformarla nel cuore pulsante del quartiere, proprio per onorare il sacrificio delle persone che ogni anno ricordiamo. La guardo e sono convinto che questo accadrà presto con l’impegno di tutti noi.

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