Trasparenza, Corbucci: “combinato regolamenti fissa limiti di intervento”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

contrans“La questione sollevata dai consiglieri di opposizione del III municipio in riferimento alla nota del direttore trova a mio avviso semplice risoluzione nella corretta applicazione del combinato normativo fra lo Statuto del Comune di Roma e i regolamenti del Consiglio comunale e di quello municipale” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, assessore alla trasparenza del III municipio. “Se da una parte lo statuto del Comune di Roma all’art. 22 comma 3 prevede come le commissioni capitoline, e quindi per analogia, quelle municipali, possano svolgere indagini conoscitive su questioni di propria competenza e disporre l’audizione di dirigenti di Roma Capitale e dei suoi municipi, nonché di responsabili delle società partecipate e di gestori di pubblici servizi, fino ad arrivare ad udire persino rappresentanti di organizzazioni, associazioni, Enti, esperti e cittadini” spiega Corbucci “dall’altra sta propria nel carattere della ‘propria competenza’ il nodo sollevato dal direttore del municipio. La commissione trasparenza, infatti, sia nel regolamento comunale (art. 97) che in quello municipale (art. 92) ha ben specifiche funzioni, che vengono esplicitamente dichiarate e divise per punti, e che ne caratterizzano il corretto funzionamento. Può richiedere atti, documenti, udire gli assessori municipali e i dirigenti del municipio, verificare l’efficacia degli indirizzi e degli atti approvati dal consiglio e della giunta, verificare il rispetto delle normative sulla trasparenza e la pubblicità delle procedure amministrative”. “Proprio per il suo carattere specifico di commissione di controllo e garanzia, tuttavia, non ha una funzione di indirizzo, che invece è propria delle commissioni consiliari ordinarie. Il suo compito è quello di controllare gli atti emanati ed approvati dalle altre commissioni, dal consiglio, dalla giunta e dall’amministrazione” continua Corbucci. “Per quanto riguarda, quindi, la convocazione in commissione trasparenza di figure dell’amministrazione, delle società partecipate e di gestori di pubblici servizi, al fine di verificare eventuali azioni intraprese dal consiglio e/o dalla giunta, appare corretto da un punto di vista regolamentare e statutario quanto scritto dal direttore del municipio” conclude Corbucci “tuttavia credo che i presidenti delle commissioni permanenti, in accordo con la presidente del Consiglio municipale e con la presidente della commissione trasparenza, possano contribuire a rasserenare il clima già teso di questi giorni, convocando, ognuno per la propria competenza, gli organi di indirizzo e controllo dell’Ente, nonché la dirigenza pubblica responsabile di settore, al fine di acquisire le necessarie informazioni utili al puntuale e regolare svolgimento delle attività delle Commissioni municipali”.

Altri articoli