Scuola, presentato alla Provincia di Roma il ricorso al Tar del Lazio sul dimensionamento scolastico

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È stato presentato da oltre 3mila genitori di studenti di vari istituti comprensivi di Roma un ricorso al Tar del Lazio contro il dimensionamento scolastico previsto da una delibera regionale. L’azione legale è stata presenta stamattina durante una conferenza stampa alla Provincia di Roma a cui hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Commissione provinciale Scuola Paolo Bianchini, il consigliere provinciale Marco Palumbo e il vicepresidente del Consiglio del municipio IV Riccardo Corbucci. Anna Barone, rappresentante del pool dei legali che sta seguendo gratuitamente il ricorso, ha dichiarato che «la delibera 42 della Regione é illegittima» per «abuso di potere» e «carenza di motivazione» in quanto il provvedimento «stravolge le proposte delle Province che avevano accolto le osservazioni dei consigli d’Istituto delle scuole». Per il legale inoltre c’è «l’incompetenza della giunta a deliberare» perché «avrebbe dovuto farlo il Consiglio Regionale». «Le scelte di accorpamento e smembramento delle scuole ricorrenti – ha aggiunto – sono contrarie alla logica e violano i principi della continuità didattica».

SCUOLA: A ROMA 3000 GENITORI A TAR, NO A DIMENSIONAMENTO TUTTI NEL IV MUNICIPIO, ‘È ILLEGITTIMO E ILLOGICÒ (ANSA)

Un ricorso al Tar «firmato da oltre tremila genitori del IV Municipio per ottenere l’annullamento della delibera della Regione Lazio sul dimensionamento scolastico». A presentare l’iniziativa, a palazzo Valentini, è stato il presidente della Commissione Provinciale Scuola, Paolo Bianchini, insieme la consigliere Marco Palumbo e la vice presidente del Consiglio del IV Municipio, Riccardo Corbucci. Il ricorso, che parte dal IV Municipio sarebbe stato sostenuto anche dalle raccolte firme dei genitori della scuola primaria Gino Capponi (XV Municipio), del circolo didattico Ugo Bartolomei (II Municipio), del liceo artistico De Chirico (X Municipio) e della Donatello (VIII Municipio). «Dispiace vedere la delusione e la rabbia di tanti genitori che si trovano costretti a ricorrere al Tar contro un provvedimento irrazionale – commenta Bianchini – la Provincia aveva fatto la sua parte attivando un lavoro di ascolto e accogliendo richieste, modificate invece dal piano regionale. Ora sarà il Tar a decidere se la Regione aveva o meno il potere di cancellare il lavoro fatto dalla Provincia». «Si tratta di un provvedimento illegittimo – spiega l’avvocato Anna Barone, rappresentate del pool di legali che stanno seguendo gratuitamente il ricorso – le scelte di accorpamento e smembramento delle scuole ricorrenti sono contrarie alla logica e violano i principi della continuità didattica».

Il ricorso sarebbe stato firmato da 3000 genitori degli istituti comprensivi Simone Renoglio, viale Adriatico, Angelo Mauri, nel IV Municipio. Marzia Maccaroni, presidente del Consiglio d’istituto dell’Ic di viale Adriatico, racconta la situazione della sua scuola: «noi siamo un istituto Montessori e questo piano ci ha accorpato una scuola elementare che ha metodo tradizionale. Questo crea confusione nella didattica. Questo piano sembra sia stato fatto solo con la calcolatrice, senza tener conto dei bambini». Silvia Di Stefano, dell’istituto comprensivo Renoglio, le fa eco: «il nostro istituto è stato soppresso con la delibera regionale e i due plessi di Castel Giubileo e Settebagni sono stati accorpati uno a un istituto di Colle Salario e un altro a Cinquina. Il problema è che il nostro territorio è completamente scollegato da guello di Cinquina e questo crea grandi difficoltà. Se un insegnante, ad esempio, ha tre ore in un plesso e tre ore in un altro, ci mette un’ora a muoversi. La stessa cosa vale per una famiglia non automunita. Inoltre – continua – con questo dimensionamento faranno morire la nostra scuola media, Ungaretti».

SCUOLA: PD, SOSTENIAMO RICORSO GENITORI A TAR CONTRO DIMENSIONAMENTO (Adnkronos)

«Dispiace vedere la delusione e la rabbia di tanti genitori che si trovano costretti a ricorrere al Tar del Lazio contro un provvedimento irrazionale. La Provincia aveva fatto la sua parte, attivando un lavoro di ascolto e accogliendo richieste, modificate invece dal piano regionale. Ora sarà il Tar a decidere se la Regione aveva o meno il potere di cancellare il lavoro fatto dalla Provincia di Roma per elaborare una proposta che rispettando la normativa vigente, tutelasse anche l’autonomia scolastica e le esigenze dei territori». Lo dichiarano in una nota i consiglieri provinciali del Pd Marco Palumbo e Paolo Bianchini, che è anche presidente della Commissione scuola della Provincia di Roma, e il vicepresidente del Consiglio del IV Municipio Riccardo Corbucci, intervenuti alla presentazione. «Questa mattina è stato presentato alla stampa – hanno concluso Palumbo e Bianchini – il ricorso al Tar del Lazio firmato da oltre 3000 genitori di studenti degli istituti comprensivi Simone Renoglio, Viale Adriatico, e dal Circolo didattico Angelo Mauri in IV Municipio, al fine di ottenere l’annullamento della deliberazione della Regione Lazio sul dimensionamento scolastico. Il ricorso è sostenuto anche dalle raccolte firme dei genitori della scuola primaria Gino Capponi, del XV Municipio, del Circolo didattico Ugo Bartolomei, del II Municipio, il liceo artistico De Chirico, del X Municipio e la scuola media Donatello, del VIII Municipio». «Sosteniamo questo ricorso al Tar del Lazio – hanno aggiunto i due consiglieri del Pd – perchè alla Regione sarebbe bastato accogliere la proposta della Provincia di Roma, elaborata con i consigli di circolo, invece di abusare del proprio potere modificatorio, senza motivare le proprie scelte. Ci auguriamo che il tribunale amministrativo comprenda che non è possibile tagliare la scuola pubblica con l’accetta, come fatto dall’amministrazione Polverini, cancellando territorialità, continuità didattica, metodi d’insegnamento e compiendo scelte penalizzanti per i territori».

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