Scuola, Corbucci-Di Stefano: “redditometro facoltativo, viola statuto del contribuente”

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“Sono già lunghissime le file per presentare ai municipi il modulo e la dichiarazione ISEE per la riduzione del costo della mensa scolastica. Ci sono alcuni municipi, però, che richiedono anche la compilazione del modello del redditometro che, invece, come indica anche il sito del Comune di Roma è assolutamente facoltativo” lo dichiarano in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV municipio e Silvia Di Stefano, membro della direzione regionale del Partito Democratico.

“La disorganizzazione del Comune di Roma e dei municipi è totale” continua Corbucci “stamattina durante i volantinaggi del Pd contro i tagli alla scuola, abbiamo potuto constatare la disinformazione dei genitori che lamentavano di non conoscere ancora la data definitiva per la presentazione delle domande in IV municipio”.
“Ci arrivano segnalazioni da parte di genitori che si sentono chiedere il redditometro una volta arrivati davanti agli sportelli municipali, nonostante questo strumento, molto ambiguo, sia assolutamente facoltativo” spiega Silvia Di Stefano che in IV municipio è stata anche delegata alle politiche scolastiche.
“Il modello di redditometro consegnato alle famiglie sembra uno scherzo mal riuscito. Si chiede a coloro che utilizzano la scuola pubblica se siano possessori di aerei o natanti, dimenticando forse che nei nostri quartieri non ci sono i figli di Berlusconi e Bossi, ma di persone che lavorano duramente e che utilizzano il servizio di refezione scolastica proprio perché impegnati nel lavoro” continua la nota del Pd. “Inoltre vale la pena di ricordare che il redditometro viola di per se lo statuto del contribuente per l’impossibilita di quest’ultimo di conoscere ex ante l’entità dei coefficienti. La cosa che fa più arrabbiare è che la fascia di reddito più bassa oggi è costretta comunque a pagare di più rispetto al passato, proprio in un momento di grave crisi economica per le famiglie. Con la presa in giro finale dell’esenzione per chi ha sei figli, un privilegio per quelle coppie giovani che oggi faticano anche a sostenerne uno solo”.

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