Roma. Corbucci (PD): “Appuntamenti CIE a pagamento sono illegali. Il 27 marzo Commissione per confronto”
«L’inchiesta pubblicata oggi da RomaToday sul sistema delle prenotazioni per la carta d’identità elettronica in tempi record, messo in piedi da società che offrono servizi di intermediazione, descrive un quadro estremamente grave che richiede la massima attenzione e chiarezza.» Lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione Tecnologica, Riccardo Corbucci. “Siamo ancora una volta di fronte a un meccanismo gravissimo che configura una vera e propria truffa ai danni dello Stato, di Roma Capitale e dei cittadini. Per non parlare dei gravi rischi per la privacy e la sicurezza informatica, visto che l’appuntamento preso tramite l’intermediazione di queste società implica spesso la cessione di dati personali sensibili o credenziali di identità digitale a soggetti terzi non autorizzati. È necessario ribadirlo: le diverse agenzie private e CAF, che in alcuni casi pubblicizzano apertamente sui social la possibilità di ottenere appuntamenti in pochi giorni chiedendo un pagamento che in alcuni casi ha superato i 100 euro, operano in violazione della modalità nominativa di prenotazione della CIE e del principio di parità di accesso ai servizi pubblici. Il tema delle intermediazioni irregolari era già stato segnalato due anni fa dall’allora Assessore Andrea Catarci con una denuncia alla Polizia Locale e alla Prefettura di Roma. Lo stesso Catarci aveva inviato anche una circolare agli uffici anagrafici invitandoli a prestare particolare attenzione alla coincidenza tra il titolare dell’appuntamento registrato su Agenda CIE e la persona che si presentava allo sportello. Oggi però – prosegue Corbucci – il sistema sembra essersi ulteriormente affinato: le agenzie prenotano direttamente utilizzando il codice fiscale della persona che poi si presenterà allo sportello. In questo modo il controllo sulla corrispondenza tra prenotazione e utente diventa di fatto inefficace. La carta d’identità è un diritto e non può diventare un business. Per questo motivo ho deciso di convocare una seduta della Commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione Tecnologica sul tema, il 27 marzo, per approfondire la vicenda e ascoltare gli uffici competenti, al fine di fare piena luce su quanto sta accadendo e individuare le misure necessarie per garantire trasparenza e pari accesso al servizio per tutti i cittadini.» Conclude il consigliere capitolino Riccardo Corbucci.
