Roma. Beni Comuni, Corbucci-Melito (PD): giornata storica attesa da anni
“A quasi dieci anni dalla sua prima approvazione nel Comune di Bologna, anche Roma Capitale da oggi avrà il suo Regolamento per l’Amministrazione condivisa dei Beni Comuni materiali, immateriali e digitali. Un traguardo importante per la nostra città che, attraverso l’approvazione di questa delibera, dispone ora di uno strumento fondamentale per consolidare l’alleanza tra ente pubblico e cittadinanza attiva”. Così in un comunicato Riccardo Corbucci e Antonella Melito, presidente e vicepresidente della commissione Roma Capitale. “Un percorso iniziato nel 2018 che finalmente oggi ha incontrato il voto favorevole dell’assemblea capitolina e che ci permette di avviare un lavoro prezioso per il nostro territorio e per la nostra comunità, un lavoro volto all’attivazione di patti di collaborazione intesi come cura, rigenerazione e gestione del bene comune. Il regolamento fornisce, infatti, una chiara cornice giuridica all’interno della quale impostare le diverse e numerose attività realizzate volontariamente a tutela dei beni comuni, rinsaldando l’idea base del patto, come strumento proficuo di collaborazione, per dare piena attuazione e concretezza al principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’art. 118 della nostra Costituzione”, aggiungono. “È un risultato importante per la città, che siamo riusciti a raggiungere grazie al grande lavoro di confronto portato avanti in questi mesi con i cittadini, il mondo associativo e i Municipi, dall’Assessore al Decentramento Andrea Catarci, dall’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e dall’Assessore al Patrimonio Tobia Zevi, utilizzando come punto di partenza la proposta di delibera presentata nel 2018 da 130 associazioni e sostenuta con 15 mila firme, ma bocciata ben due volte nella precedente consiliatura- spiegano i dem- Il testo base è stato comunque arricchito con i nostri emendamenti che prevedono l’introduzione di numerose novità, dalla possibilità di aprire i patti a tutti i soggetti, singoli, associati o comunque riuniti in formazioni, comprese quelle informali, anche di natura imprenditoriale purché nella dimensione della responsabilità sociale e non nell’attività di profitto, fino all’attenzione rivolta ai beni immateriali e digitali con l’introduzione dei ‘knowledge commons’ e dei ‘non fungible token’. Sarà importante il ruolo dell’Amministrazione che, in questo strumento, è parte attiva nel condividere integralmente il patto di collaborazione e le responsabilità che ne derivano. Non un lascito quindi, ma un ruolo compartecipato reso ancora più evidente dall’istituzione di una figura, quella del Responsabile Unico del Procedimento, che faccia da raccordo fra cittadini attivi e amministrazione comunale. Ci aspetta ora una campagna informativa che parta dai territori, che si diffonda dai Municipi e che sia rivolta ai funzionari capitolini ed ai cittadini, affinchè comprendano l’importanza e l’innovazione sociale di questo nuovo regolamento per svilupparne al massimo le potenzialità”, concludono Corbucci e Melito.
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Oggi in Aula abbiamo approvato il Regolamento dell’Amministrazione condivisa dei Beni Comuni di #Roma Capitale di cui la città era ancora sprovvista.
Un passo in avanti importante che va nella direzione della valorizzazione e del rafforzamento della collaborazione tra l’amministrazione e i cosiddetti cittadini attivi che, singolarmente o in forme associate, potranno prendersi cura dei beni della comunità non solo materiali, ma anche immateriali senza incorrere nel rischio di essere multati.
Il regolamento fornisce, infatti, una chiara cornice giuridica all’interno della quale impostare le diverse e numerose attività realizzate volontariamente a tutela dei beni comuni, rinsaldando l’idea base del patto, come strumento proficuo di collaborazione, per dare piena attuazione e concretezza al principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’art. 118 della nostra Costituzione.
È un risultato importante per la città, che siamo riusciti a raggiungere grazie al grande lavoro di confronto portato avanti in questi mesi con i cittadini, il mondo associativo e i Municipi, dall’Assessore al Decentramento @Andrea Catarci, dall’Assessora all’Ambiente @Sabrina Alfonsi e dall’Assessore al Patrimonio @Tobia Zevi, utilizzando come punto di partenza la proposta di delibera presentata nel 2018 da 130 associazioni e sostenuta con 15 mila firme, ma bocciata ben due volte nella precedente consiliatura.
Il testo base è stato comunque arricchito con l’introduzione di numerose novità, a partire dall’attenzione rivolta ai beni immateriali che con i miei emendamenti ho contribuito ad ampliare introducendo, con uno sguardo al futuro, anche i “knowledge commons” e il “non fungible token” ed estendendo la possibilità di svolgere attività di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani nell’interesse generale della comunità anche alle formazioni sociali di natura imprenditoriale.
Con questa delibera abbiamo finalmente colmato quel vuoto normativo che impediva di coinvolgere le persone nella cura del proprio territorio, per creare quei “legami di comunità” che trasformano l’utente di un servizio, in cittadino attivo interessato a contribuire alla cura, alla valorizzazione e alla rigenerazione dei beni comuni che sono funzionali al benessere della società, all’esercizio dei diritti fondamentali delle persone e all’interesse delle generazioni future. #benicomuni#romacapitale#cittadinanzaattiva#pattodicollaborazione
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