Oddio è lunedì #191 – Enrico Letta eletto segretario del Partito Democratico

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Ieri ho espresso il mio voto per eleggere Enrico Letta segretario del Partito Democratico. Insieme a me hanno votato 860 membri dell’assemblea nazionale da ogni parte d’Italia. Solo due i contrari e quattro gli astenuti. In sostanza, quindi, un voto all’unanimità, largamente prevedibile dopo le dimissioni improvvise di Nicola Zingaretti. Tuttavia all’imprevedibilità ci ha pensato proprio il neo segretario Letta con un discorso chiaro, trasparente e dal chiaro orizzonte politico. Uno degli indicatori per valutare se il discorso di un leader sia stato buono è la reazione che suscita nei suoi avversari politici. E a giudicare da come Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno commentato le parole di insediamento di Enrico Letta si è capito subito come il neo segretario del Pd abbia colpito nel segno. Letta ha pronunciato un discorso progressista, capace di riconoscere il valore dei risultati del governo Conte bis, di spiegare le ragioni del sostengo al Governo guidato da Mario Draghi e soprattutto di rilanciare la necessità di costruire un’identità politica radicale con la quale sconfiggere le destre alle prossime elezioni. Dallo Ius Soli ai temi ambientali per garantire un futuro alle nuove generazioni. La chiarezza delle parole e la forza delle idee sono più potenti dell’esercizio del potere, troppo spesso unico baricentro democratico di questi anni. Enrico Letta non rappresenta certo una novità per il Partito Democratico e proprio per questo può essere una guida sicura in un mare in tempesta nel mezzo della pandemia. A patto che l’elezione di Enrico Letta sia vissuta da tutti soltanto come il primo passo della rigenerazione di cui abbiamo bisogno. C’è da fare una lunga traversata. Ancora una volta. Il destino dei democratici italiani è quello di essere sempre in cammino, ma di esserci sempre per cercare di fare il meglio per l’Italia. 

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