Manifesto Pd, Bindi: “si poteva evitare la manipolazione un po’ maldestra di un manifesto più famoso”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

«Se il vento cambia è anche perché le donne hanno dato inizio alla stagione del cambiamento dal 13 febbraio scorso. Le donne sono il motore determinante». Così Rosy Bindi, presidente del Pd, nel suo intervento alla conferenza nazionale delle donne che si sta svolgendo al Radisson hotel di Roma. «Siamo dentro una fase politica delicata – ha aggiunto – c’è uno scollamento tra società italiana e chi rappresenta con la maggioranza il parlamento. Questo scollamento ci preoccupa perché è molto distante da ciò che esprime il Paese con le ultime elezioni e con i referendum». Bindi ha poi voluto «ringraziare chi ha diretto l’Unità in questi anni. Un grande ringraziamento a Concita De Gregorio per il suo impegno». Sulla polemica che ha investito il manifesto della festa dell’Unità a Roma, ha preferito invece alleggerire gli animi: «Oggi mi sono messa i pantaloni. Anche se non diamo più di tanto peso al manifesto, è però necessario riflettere sugli stereotipi». Chiarendo: «Si poteva evitare la manipolazione un po’ maldestra di un manifesto più famoso. Non ci scandalizzano due belle gambe, e se siamo contente di aver regalato lo slogan lo siamo un po’ meno perché non è stata rispettata l’integrità della nostra persona». Ciò detto, la presidente del Pd invita «a non enfatizzare oltre e a non dare importanza a questa vicenda».

Altri articoli