IV-XIX Municipio, l’affaire MGG Italia: vertici società in carcere, ma minisindaci Milioni e Bonelli mantengono le convenzioni

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da www.roma2013.org
Da una parte il consigliere municipale del Pd del XIX Municipio Valerio Barletta che attacca il suo presidente Alfredo Milioni, quello che non fece presentare in tempo la lista del Pdl alle ultime regionali. Dall’altra il vicepresidente del consiglio del IV Municipio Riccardo Corbucci, che ce l’ha con il minisindaco Cristiano Bonelli, per gli “usi impropri e personalistici” dei pulmini della società MGG. La questione è la stessa per entrambi i municipi. Barletta racconta: “il presidente del XIX Municipio invita gli imprenditori locali a comprare “economici” spazi pubblicitari su un veicolo attrezzato per il trasporto dei disabili facendo trarre profitti alla società MGG per cifre milionarie”. All’allora cerimonia di consegna del mezzo era presente anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Eppure il veicolo è fermo da sei mesi e la guardia di Finanza, nel frattempo, ha arrestato i vertici della società. Il consigliere Barletta ricostruisce le tappe della convenzione: il 02 Agosto 2011 la Presidenza del Municipio rilascia il patrocinio gratuito per il progetto della società MGG Italia e si impegna, come da contratto, a sensibilizzare gli imprenditori locali per comprare spazi pubblicitari per cifre che vanno dai 3000 ai 7000 euro cadauno (clicca qui). Il 20 Settembre dello stesso anno si tiene la conferenza stampa in Municipio ed il 16 Aprile 2012 viene consegnato il veicolo alla presenza dell’Onorevole Sindaco di Roma Gianni Alemanno. La stessa operazione avviene anche in IV Municipio, dove molte attività economiche, fra cui il giornale “La Voce del Municipio”, acquistano uno spazio sul pulmino che dovrebbe essere utilizzato per i servizi sociali del municipio.

La questione diventa imbarazzante quanto lo scorso 11 maggio, i vertici della MGG Italia, che fa parte del gruppo Imco di proprietà della famiglia svizzera Balzarini, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza Compagnia di Velletri, per evasione fiscale a seguito di una serie di fallimenti pilotati su alcune aziende del gruppo. L’accusa che viene mossa ai Balzarini è quella di un trasferimento di utili da una società all’altra, mandando in bancarotta quella precedente. Un giro d’evasione fiscale, al momento dell’arresto, vicino ai 100 milioni di euro. A seguito dell’inchiesta sono finiti ai domiciliari, per ragioni anagrafiche, il capostipite della famiglia, Antonio Balzarini, e l’amministratore del gruppo, Giovanni Rolandi, mentre ad andare in carcere, sono stati i due figli di Antonio, ovvero Jacqueline e Robert. Il terzo figlio, John Balzarini, risulta tuttora latitante. La società è sottoposta ad un’amministrazione controllata, sotto la gestione di un custode nominato dal Tribunale di Roma.

Ad attaccare l’operazione in IV Municipio c’è il vicepresidente Riccardo Corbucci che afferma come il Presidente Bonelli utilizzi il pulmino per scopi che non sono quelli dichiarati. “In questi giorni, ad esempio, il pulmino si trova nel quartiere di Castel Giubileo, per accompagnare quelle poche persone fortunate che sanno di questo servizio al nuovo asilo nido di via Cerusico”. Un modo per risarcire il territorio per la chiusura dell’asilo nido Il Castello di Gelsomina. “Tuttavia non era questo che il territorio aveva richiesto a Bonelli, quello che serviva in attesa della riapertura dell’asilo era un servizio pubblico efficiente, che l’assessorato alla mobilità di Roma Capitale dichiara essere troppo oneroso”. In una nota (clicca qui), infatti, l’assessore Aurigemma arriva a scrivere che a fronte di una spesa annua di 170 mila euro, per garantire un servizio suppletivo gestito dall’Atac, “si potrebbe ovviare a tale situazione con dei lavori di ristrutturazione dell’asilo preventivati per un totale di circa 400 mila euro”. In realtà in questi giorni, quindi, il pulmino sta svolgendo un servizio che di pubblico ha ben poco, più che altro sta sopperendo ad una carenza creata dallo stesso Bonelli. Il pulmino del IV Municipio è gestito dal 2010 dall’associazione Anagramma onlus (clicca qui), la stessa che faceva stare i disabi al terzo piano di Piazza Sempione, in barba alle normative sulla sicurezza (clicca qui). Ma chi paga questo servizio?

Sulla stampa locale e nazionale sono stati pubblicati articoli che fanno le pulci alla Mgg che a conti fatti incassa molto di più rispetto al costo del singolo mezzo, riuscendo ad avere guadagni per decine di migliaia di euro, che potrebbero teoricamente, se il ‘servizio marketing’ fosse gestito direttamente dal Comune o da un ente no profit, essere impiegati nuovamente nel sociale. Una gestione del marchio del Comune di Roma che ha mandato su tutte le furie che il responsabile del dipartimento comunicazione Luigi Di Gregorio che in una nota (clicca qui), indirizzata ai direttori dei municipi, ha stigmatizzato i casi di “intere campagne di comunicazione condotte senza il minimo coinvolgimento del dipartimento competente per materia”. Una lettera del 11 aprile scorso che anticipava la bufera che sarebbe arrivata.

Secondo il consigliere del XIX municipio Barletta: “il progettto è mascherato dalla “nobile causa” di occuparsi di persone svantaggiate”. I consiglieri del Pd Corbucci e Barletta arrivano infine alla medesima conclusione: “le convenzioni stipulate dall’amministrazione devono essere immediatamente revocate, come hanno fatto altri Comuni nelle scorse settimane”. Anche perchè gli imprenditori continuano a versare mensilmente la loro quota, per finanziare dei mezzi che o non vengono utilizzati, oppure vengono usati per questioni che non riguardano il sociale e la disabilità.

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