III municipio, Corbucci: “#stoconChiara sempre, convinto che insegnante Orazio sia caso isolato”

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imageVi chiedo di dedicare qualche minuto di tempo per leggere questo articolo di Gianluca Nicoletti, pubblicato ieri su La Stampa, dove viene raccontata la storia di Chiara. Chiara è una ragazza che ho avuto l’onore di conoscere, insieme alla madre, quando frequentava le scuole medie all’Istituto comprensivo Renato Fucini. Grazie al dirigente scolastico, agli insegnanti di educazione fisica e al personale Aec di quella scuola costruimmo fra il 2008 e il 2012 un equipe di volontari, di cui anche io ho fatto parte, per sviluppare per i ragazzi il progetto sportivo di “Special Olympics”, grazie al quale la disabilità è un’occasione di crescita personale e sociale. Uno dei momenti più belli di quell’esperienza è stata quando Chiara è riuscita a segnare il suo primo gol in una partita di calcetto. L’abbraccio con i compagni e noi allenatori, il tifo degli altri studenti che urlavano il suo nome. Uno di quei momenti della vita che ognuno di noi si porta dentro per sempre e che ho condiviso pubblicamente solo oggi, in seguito all’episodio accaduto a Chiara.

Oggi Chiara è cresciuta e frequenta il liceo classico Orazio. I suoi genitori continuano a vivere per lei. Le persone che hanno conosciuto Chiara nel suo percorso formativo non possono fare a meno di chiedere notizie di lei e della sua vita. Quando ho letto l’articolo sulla Stampa mi si è fermato il cuore. Immaginare che un’insegnante possa parlare di Chiara come di un fastidio da eliminare mi ha gelato il sangue. Persone del genere non dovrebbero fare gli educatori e vanno stigmatizzate, ed additate per la loro idiozia.
Tuttavia sono convinto che questo sia un caso isolato, e posso testimoniare che nel percorso formativo di Chiara, ci sono state e ci sono tuttora insegnanti capaci, che hanno contribuito alla sua crescita. Persone che le vogliono bene e che hanno contribuito alla sua inclusione. Spesso negli articoli si generalizza, perchè bisogna arrivare a tutti, anche a chi non conosce i fatti, ma in questo caso, vorrei evitare che per colpire una singola insegnante che fallisce nel suo compito primario, si disconosca il valore dell’ambiente scolastico che Chiara ha sin qui incontrato, all’Orazio come alla scuola media Fucini.

L’insegnante in questione ha sbagliato e mi auguro che il Ministero possa intervenire duramente, tuttavia è importante riconoscere il lavoro quotidiano di tutte quelle insegnanti dell’Orazio, come della Fucini, come di molte altre scuole del nostro territorio, che ogni giorno danno il massimo per ragazze come Chiara. Ragazze che hanno bisogno dell’attenzione di ognuno di noi. Per questo #stoconChiara e la sua famiglia sempre, ma voglio dire loro di continuare ad avere fiducia nelle Istituzioni che hanno sempre cercato di non lasciarli soli.

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