Commissione trasparenza, Corbucci: “dispiace constatare scarsa conoscenza dei regolamenti”

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beppe grillo“Mi è capitato di leggere in queste ore un post del M5S (clicca qui), in cui ci si lamenta dell’esito della commissione trasparenza, che dopo 45 giorni di empasse verrà presieduta dalla consigliera del Pdl Giordana Petrella, indicata dai gruppi del Pdl e di FdI” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, Presidente del consiglio del III municipio. “Dispiace constatare la scarsa conoscenza dei regolamenti, che ho cercato di leggere ed interpretare insieme ai capigruppo in ben tre riunioni diverse. Secondo i regolamenti di Roma Capitale e del III Municipio la presidenza e la vicepresidenza della commissione trasparenza devono essere nominate congiuntamente da tutti i gruppi di opposizione. In questa scelta la maggioranza composta da Pd-Sel-Lista civica Marino non c’entra nulla e non deve assolutamente contribuire a questa decisione, tanto meno a decidere deve essere la presidenza del consiglio” spiega Corbucci “l’impossibilità di trovare un accordo fra i gruppi dell’opposizione ha portato ad una mancata istituzione della commissione, che come prevede il regolamento deve essere formata entro 45 giorni dall’insediamento del consiglio”. “Alla presidenza in questi giorni sono arrivate 4 lettere diverse dai gruppi di minoranza, mentre non è mai arrivata una lettera comune come prevede il regolamento” continua Corbucci “non era mai accaduto in passato che i gruppi di opposizione non trovassero un accordo per la commissione trasparenza, che ha compiti importanti di controllo dell’operato della maggioranza”. “Appare ovvio e persino didascalico in democrazia, che di fronte ad una divisione politica ad avere la meglio siano i gruppi che rappresentano il maggior numero di consiglieri” conclude Corbucci “per questa ragione le indicazioni dei capigruppo di Pdl e Fdi, che insieme hanno sei consiglieri, non possono che essere maggioritarie rispetto a quelle di M5S e Lista Civica Marchini, che insieme hanno tre consiglieri. In mancanza di un accordo politico, in democrazia sono sempre i numeri a decidere e non certo figure istituzionali, al quale è semplicemente demandato il compito di far funzionare al meglio il consiglio del III municipio”.

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