Aquaniene, Corbucci-De Jesus (PD): “sequestro per mancato rispetto clausole della concessione del terreno pubblico”

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“Le motivazioni delle sentenza del Riesame con cui è stata respinta la richiesta di dissequestro del circolo sportivo Aquaniene, nonostante l’ennesime delibera salva-abusi di Alemanno, confermano come la concessione temporanea del terreno comunale su cui è sorto l’impianto fosse subordinata ad alcune clausole che non sono state rispettate” lo dichiarano in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio e Paula de Jesus, urbanista del Partito Democratico.
 
“Vale la pena di ricordare la storia dell’Aquaniene” spiega Paula de Jesus “con delibera della Giunta Comunale n. 330 del 18 luglio 2007, il Comune di Roma ha concesso alla A.S.D. Circolo Canottieri Aniene l’area già denominata “Palaparioli” sita nel Municipio Roma II, per la realizzazione di un impianto natatorio funzionale per i Mondiali di Nuoto del 2009, su esplicita richiesta del Commissario Delegato avvenuta in data 12 giugno 2007, in forza della deliberazione del Consiglio Comunale n. 85/2007 del 21 Maggio 2007 con cui si dava inizio all’avventura dei Mondiali di Nuoto ’09 a Roma. Con verbale del 6 agosto 2007 prot. n. 30437 del 7 agosto 2007, si è proceduto alla consegna provvisoria delle aree”.
“La concessione temporanea del terreno era subordinata ad alcune condizioni” continua Riccardo Corbucci “l’accertamento in merito al vincolo della compatibilità ambientale P.T.P. n. 15/8 “Valle del Tevere”, l’espletamento della Conferenza di Servizi, finalizzata alla validazione del progetto esecutivo, la perfetta rispondenza dei requisiti richiesti nella delibera n. 85/2007. Quest’ultima, in particolare, richiedeva tassativamente l’acquisizione di atto d’obbligo di ultimazione dei lavori, collaudo degli stessi e omologazione da parte della Federazione Italiana Nuoto entro il 31 marzo 2009″. 
“Come rilevato anche dalla magistratura, la realizzazione dell’impianto dell’ Aquaniene non ha soddisfatto tutti questi requisiti. Infatti, l’area dove sorge l’impianto natatorio è, tutt’oggi, sottoposta a vincolo ambientale; l’inaugurazione dell’impianto è avvenuta il 24 aprile 2009 con gli impianti ancora non funzionanti, visto che l’apertura al pubblico è avvenuta, e solo parzialmente, sei mesi dopo” continuano Corbucci e De Jesus “sicuramente però non il 31 Marzo, come richiesto dalla delibera 85/2007. Persino la validazione dei progetti esecutivi (ai sensi ex art.47 del DPR 554/99) è avvenuta solo il 4 giugno 2010, cioè oltre un anno dalla fine dei Mondiali di Nuoto, da parte del Dipartimento Tutela Ambiente e Verde – Promozione dello Sport (prot. n.2725)”. 
“Si potrebbe poi aggiungere che su un terreno pubblico si esercitano attività commerciali che non sembrano avere alcuna funzione pubblica” continuano i due esponenti del PD “al contrario di quanto avveniva con il Palaparioli che era uno spazio espositivo fino al 2007, costituito da una elegante e funzionale tendostruttura di circa mq. 5.000, circondata dal verde, in grado di ospitare Fiere, Mostre ed Eventi di medie dimensioni, nonché convegni e convention. Un vero e proprio spazio pubblico di cui oggi sentiamo profonda nostalgia e che aveva una funzione pubblica assai diversa del pur bellissimo e tecnologico impianto dell’Aquaniene”. 

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